Archivio

Archive for the ‘Hello’ Category

Titoli onorifici, ricchi premi e cotillons

ottobre 6, 2013 18 commenti

Sono ingegnere, ma non ho mai fatto sfoggio della mia Ingegnerezza. Anche sul  lavoro ad esempio se scrivo una mail mi firmo solo con il nome di battesimo. Con i miei clienti ho sempre cercato di avere un rapporto informale, un po’ perchè i mei clienti sono tutti artigiani e se hanno fatto la terza media è già un successo. Un po’ perchè ho grande rispetto del lavoro manuale e chi lavora sul campo parecchie volte ne sa piu’ di chi studia i problemi a tavolino. Quindi giudico le persone per quello che sanno fare e dire non per qualche distintivo portato al petto.

In Italia invece siamo la patria dei dottori. Un biglietto da visita senza qualche parolina davanti al nome o qualche competenza anche fantasiosa che segue il nome non ha motivo d’essere.

La Musa Inquietante, un blogger che sta facendo un lavoro psicoanalitico sul mio rapporto con l’arte eccellente mi ha insignito del premio Versatile Blogger Award. Ovviamente ringrazio la Musa per aver pensato a uno che dopo un anno  e piu’ di blog  non ha neanche un profilo About (adesso provvederò) e non ha la minima idea di perchè ha aperto un blog. Come tutti gli altri premi e riconoscimenti che ho ricevuto verrà messo in un cassetto a far polvere. I blogger che stimo e che seguo li metto nei link (adesso provvederò ad aggiornare anche quello).

Volevo fare due calcolini però su questo riconoscimento:
Se ogni blogger deve nominare altri 15 blogger, vuol dire che alla prima nomination i blogger sono 1+15 = 16
Alla seconda nomination 15^2+16 = 241
Alla terza nomination 15^3+241 = 3616
Alla sesta nomination 15^6+15^5+15^4+…+15^0 = 12.204.241
Se i blog in Italia sono circa un milione, se tutti i blogger ridistribuisono in modo non ripetitivo il riconoscimento ad altri blogger secondo le regole, in 6 volte praticamente la maggior parte dei  blogs che hanno qualche contenuto dovrebbero essere insigniti di questa onorificenza.
Siccome c’è voluto un anno e mezzo ad avere il premio e i bloggers generalmente scrivono piu’ di sei blog in un anno e mezzo, direi che i contenuti del mio blog sono proprio un bel mucchio di cazzate.
E di questo potrei addirittura vantarmene.

Annunci
Categorie:Hello

L’importanza di chiamarsi Ernesto Sparalesto. Post v.m. 18

settembre 23, 2013 9 commenti

Sono uno a cui piace dare un nome alle cose.
Sarà una fissa ma se gli spaghetti zucchine e melanzane, li chiami spaghetti di Nonna Papera mi sembrano piu’ buoni, piu’ salutari, piu’ saporiti, piu’ familiari.
Ecco perchè i soprannomi abbondano in casa Moka. I soprannomi seguono le mode, l’età, il tempo e anche l’umore di chi si sveglia contento o incazzato la mattina, ma fanno della famiglia un ambiente esoterico con una nomenclatura e
un linguaggio comprensibile e intuibile solo per gli adepti inseriti nel cerchio magico del parentado.

Un posto prestigioso all’interno di questo vocabolario particolare è occupato da lui, il migliore amico del Moka, il gioiello che ogni maschio etero si vanta di possedere, lui, Mr Bean. Devo dire (e credo sia una cosa abbastanza comune nell’universo maschile) che Mr Bean ha una sua propria personalità, un suo carattere, un suo modo d’essere con cui bisogna relazionarsi e fare i conti. E’ vero che il maschio ha due cervelli e non si è dato a sapere quale dei due sia il piu’ sviluppato e influente sul sistema simpatico. Io il mio rapporto con Mr Bean lo vivo come i gemelli siamesi vivono il loro rapporto:
avete presente quelli con un unico corpo e due teste e ognuna delle teste quando parla dice la sua e litiga con l’altra perchè vuole fare una cosa che l’altra non vuole fare e viceversa. Ecco per il Moka Mr Bean non è come l’alluce del piede, è una parte speciale, dotata di propria vita, propri valori e una predisposizione alla ricerca della felicità che puo’ essere presa ad esempio per spiegare la costituzione americana.
Io un giorno metterò un braccio intorno alle s-palle di Mr Bean e ce ne andremo come due amici a bere una birra al bar raccontandoci robe da uomini.

Mi son lasciato prendere, sto divagando, torniamo a noi. Il post è centrato sul perchè bisogna usare dei nomignoli per le persone a te piu’ care.

Lui, il “malloppo” è stato di volta in volta appellato in base agli interessi che il Moka ha avuto durante la sua piatta vita.
Per esempio quando il Moka suonava le tastiere e si dava all’hard rock, suonava un organo Viscount. Quindi anche l’hard organ del Moka aveva preso nome di Visconte.
Al Politecnico di Milano abbondava la matematica quanto mancava la gnocca e il batacchio con notevole introspezione filosofica era diventato il “limite notevole”, che di volta in volta tendeva all’infinito, o al seno di alfa, era tangente alle curve di secondo e terzo grado aveva sempre a che fare con strani teoremi sui triangolini, sui pigreca mezzi e sulle funzioni
alternative ripetitive.
Crescendo il Moka fu arruolato nella Brigata Alpina Cadore, e anche la salamandra fu soprannominata “Sten” da come i sottotenenti scattavano sull’attenti quando vedevano passare qualche ufficiale stellato.

Il Moka ebbe anche una parentesi politica in Comune. Ma mentre lui militava nelle file del centrodestra, portava il ‘fastidio’ a sinistra e quindi per un periodo di tempo il cannolo fu denominato ‘Il cattocomunista’.

Ma veniamo ai giorni nostri. Oramai il nostro ha perso quell’irruenza da supergiovane, e nell’era tecnologica dell’i-Phone dell’i-Pad dell’i-Pod il gingillo è denominato i-Pis. Tuttavia la diatriba Apple-Samsung continua anche in camera da letto perchè è decisamente usato anche il soprannome “Android”. con relativa nomenclatura tecnica (scaricare le applets, installare ubuntu, montare la root, avere il permesso di amministratore, inserire la pendrive, gestire la porta usb 1 2 e 3 a velocità progressiva, attivare il boot sector dell’harddisk, procedere con uno scandisk e robe del genere che per pudore non nomino)

In realtà questo post dedicato per Miss Moka e a tutte le donne che talvolta sembrano dimenticare che Mr Bean ha una sensibilità tutta sua. Siccome Mr e Ms Moka da quando sono legalmente uniti nel vincolo del matrimonio dormono come mamma li ha fatti, sarebbe bello che, risvegliandosi insieme, celebrando Moka il rito mattutino dell’alzabandiera, Miss Moka si ricordi di salutare, stringere la mano, e dare una carezza a Mr Bean. Senza velleità di attaccare battaglia, ma solo così, un gesto di gentilezza e premura che mette tutti di buon umore.

Tutto questo prima che Mr Bean cambi di nuovo il nuovo nome in “La torre di Pisa che pende, che pende, e che mai viene giu'” (ma anche sì).

Worst case scenario : Piacere, Moka

giugno 30, 2012 13 commenti

Come Bear Grills anche il Moka si trova spesso in situazioni rischiose. Ecco come se ne esce …

Scenario: Il Moka si ritrova coi suoi amici e stasera c’è anche BelTomo. BelTomo fa lo stuart sugli aerei e  quindi c’è molto raramente. BelTomo non è al top della hit-parade delle persone piu’ simpatiche per Moka. BelTomo ha mollato la moglie  qualche mese fa’ e si presenta stasera con la nuova fiamma, Mrs Quinta.
Io già sono poco propenso ai convenevoli, se poi BelTomo mi sta sui maroni automaticamente anche Mrs Quinta lo diventa per proprietà tansitiva. E’ vero che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli e che le colpe dei mariti non devono ricadere sulle mogli, ma a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre.

Infatti Mrs Quinta ha sia un balcone di tutto rispetto sia una capacità neuronale di quinta, elementare.
Ma torniamo al punto. Per me l’abbraccio e il bacio hanno significato. Io non abbraccio il primo che capita fra e mani nè tantomeno lo bacio. Io abbraccio e bacio solo chi ha per me significato e io ne ho per lui. Mrs Quinta invece si passa tutta la compagnia a forza di bacini. Tre bacini, prima di qua poi di la’ poi ancora di qua che bisogna baciarsi tre volte.

Io che sono buono come il pane ma in fondo, anche un po’ bastardo, dall’alto del mio metro e novanta se sposto la testa un po’ all’indietro risulta impossibile per la tipa zinnamunita arrivarmi a livello guancia.
Per non essere scortese in cambio sposto in avanti il manone, “Ciao, Moka” e aggiungo per non sembrare il pennellone della compagnia, una roba tipo “complimenti alla mamma …”, il tutto corredato con sguardo da radiografia completa e sorriso smagliante. Noto un attimo di smarrimento di Quinta, e quindi aggiungo “No, dicevo, complimenti alla mamma e anche al papà perchè quel giorno là ci hanno messo impegno …” il tutto corredato da nuova radiografia, con focalizzazione sulla zona collinare di Mrs Quinta.
Ora, il mio voleva essere un complimento, lo riconosco,  un po’ rozzo, ma chiaramente localizzato nel tempo e nello spazio. Ti ho dato il tempo per pensarci su. Rispondimi qualcosa… Ridi e dimmi “grazie”. Dimmi “E sì, la mamma è sempre la mamma…”. Copri il tesoretto e fai la smorfiosa o fai un bel respiro e gonfia i salvagenti. Se vuoi farmi avere un erezione rispondimi sogghignando “La natura è begnina per qualcuno ma matrigna per qualcun altro…”
Quello che non dovevi fare era prendermi la mano e tirarmi giu’ per darmi i tre bacetti e poi passare al prossimo. Ecco tu l’hai fatto cara Mrs Quinta e per me adesso hai la stessa attrattiva dell’elenco telefonico del comune di Bussolengo.

Mokassino e Maometto hanno la stessa autorevolezza

febbraio 23, 2012 2 commenti

Mi si è raccolta intorno una piccola folla che chiedeva il miracolo. Allora ho pregato, a lungo,  gli dei,  perchè un blog venisse a me.   Nessun blog si è mosso, un po’ come la montagna di Maometto. Quando ho sentito palpabile l’impazienza della folla,  ho sfoderato la mia bella faccia di tolla e ho deciso di andare io nel blog.

Ed eccomi qua, vox clamantis in deserto, col mio nuovo e scintillante blog.

Io e Mao colleghi di un primo miracolo venuto male. Mal comune mezzo gaudio.  Se però lui  è riuscito a diventare qualcuno, pur  se la montagna non si è mossa di un millimetro, posso avere qualche speranza anch’io.

Categorie:Hello Tag: