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Archive for the ‘Diritti e doveri’ Category

Piove governo ladro

ottobre 16, 2014 Lascia un commento

Quando l’acqua ti entra in casa e sporca e infanga tutto alimenta quella sensazione di pericolo che non puoi controllare.
La casa è il luogo in cui viviamo con le persone che amiamo, dove costudiamo i nostri oggetti personali. L’acqua entra e profana tutto, proprio in quel luogo da sempre ritenuto sicuro e inviolabile, casa tua, il tuo spazio vitale.

E’ una esperienza molto simile a un furto in abitazione. Quando entri in casa e vedi tutto a soqquadro, ti crolla la sicurezza. La tua intimità ne risulta violata. I tuoi ricordi, la tua storia, il tuo passato in un attimo è sparito.

Rimani impotente e ferito. Irritato per cose che si potevano fare, pulire il letto fiumi o mettere le inferriate alle finestre. Ti assale il senso di colpa, diventi pauroso e sospettoso, incerto su cosa puo’ succederti domani.
Riesco a capire lo sgomento degli alluvionati di Genova. Anch’io ho subito un furto in casa recentemente e le sensazioni di rabbia e impotenza sono difficili da digerire.

Inoltre ti senti abbandonato: la tua sicurezza non sembra essere a cuore a nessuno. La protezione civile non avvisa dell’arrivo di forti precipitazioni. I tecnici del comune non fanno i lavori di sistemazione idraulica dei fiumi. Capitata la tragedia nessuno viene ad aiutarti e a capire come stai. Tutto è lasciato al volontariato e alla solidarietà della comunità civile.

In seguito al furto, abbiamo chiamato i carabinieri. “Qualcuno si è fatto male, o vi sono state sottratte armi?” ci hanno chiesto. “Se non è successo niente allora venga domani a fare denuncia in commissariato”. Non una domanda su come han fatto i ladri ad entrare in casa  o su che cosa han sottratto. Non una domanda se c’erano in casa anziani o bambini, se qualcuno si è spaventato.

Raccontando il fatto ad amici e conoscenti traspare proprio il senso di rassegnazione di fronte a tali eventi. La cosa strana non è che mi sono entrati in casa. La cosa strana per tutti è che, in da 15 anni che abito in questa villetta, e non ho mai avuto visite. Tutti quelli con cui ho parlato, tutti nessuno escluso, hanno negli anni subito almeno un furto in casa.

Non voglio vivere in una città dove devo preoccuparmi di uscir di casa per andare a fare la spesa, o dove non posso lasciare i ragazzi soli in casa la sera.

Quindi per completare lo sfogo volevo ringraziare un po’di persone: Il sindaco di Genova col suo ufficio tecnico per essersi impegnato così a fondo nel risolvere i problemi ambientali della città. Il Sindaco di Milano e i suoi mediatori culturali per essersi impegnato così a fondo nell’aiuto a quelle comunità che poi vengono a rubare in casa mia.
Volevo ringraziare le forze dell’ordine. Abbiamo aperto una nuova caserma sul territorio per fronteggiare la criminalità quattro anni fa. L’unica cosa che hanno saputo dirmi è: “son cose che capitano”. Naturalmente per stendere una pagina verbale ci abbiamo messo 1 ora e 40 minuti, e sul verbale possiamo trovare le seguenti chicche: “ignoti malintenzionati”, “efrazione” con una effe, “socquadro” col cq, “catenina con su scritto Valeria”, esattamente come io l’ho detta, “con su scritto…”.
Volevo ringraziare anche tutti i dispensatori di consigli sulla sicurezza: “ma non c’hai il sistema d’allarme quello wireless d’ultima generazione antidisturbo antiondegamma?”. “Ma devi fare il sistema che quando esci di casa in automatico ti chude tutte le tapparelle e accende il radar collegato con l’esercito”. “Ma devi fare collegare il sistema con la centrale di
vigilanza privata che loro sì che intervengono con i visori notturni e i mitragliatori teaser”.
E soprattutto, poichè non puo’ mai mancare, voglio ringraziare il TAR del Lazio. Che dove ci son casini c’è di mezzo la giustizia. Le gare d’appalto erano fatte alla cazzo? Le aziende han fatto ricorso e i lavori a Genova sono stati bloccati? Cazzoni gli amministratori che han redatto i bandi , ma cazzoni anche i giudici che mai decidono, e ricorso dopo ricorso le cose si perdono e non si riesce a combinare mai niente.

In definitiva, come sempre “piove, governo ladro”

9-11-2001: Teoria del complotto mafioso.

settembre 10, 2014 Lascia un commento

Nell’Aprile 2002 qualche mese dopo l’attentato alle torri gemelle stavo visitando la grande moschea di Parigi. Ricordo che alla fine del giro ho chiesto alla guida che cosa pensasse di quei terroristi islamici che avevano fatto schiantare gli
aerei su NY. La risposta fu del tutto inaspettata. Mi aspettavo qualcosa tipo “sono dei guerrieri patrioti”, oppure “sono dei partigiani” oppure “hanno tradito il vero messaggio dell’islam”. Mi aspettavo approvazione o disapprovazione, insomma una posizione precisa.
La risposta fu: “Non sono cose su cui posso pensare. Noi abbiamo eletto un imam che ci guida e ci dice cosa pensare e noi
crediamo, facciamo e pensiamo, quello che lui ci dice di credere, pensare e fare.”
Praticamente la rinuncia totale alla propria identità e coscienza per seguire senza riserve il pensiero e le parole del proprio dottore della fede. La cosa mi colpì così tanto che dimenticai di chiedere cosa pensasse l’imam dell’attentato.

L’altro giorno stavo parlando con un cliente egiziano di quanto sta succedendo in Iraq e del fatto che Isis oltre ai miscredenti uccide anche altri mussulmani.
Lui mi diceva che il vero mussulmano non puo’ versare sangue diun altro mussulmano se non in caso di altro sangue versato (faide familiari o tribali), in caso di adulterio, o in caso di apostasia.
L’apostasia è la rinuncia alla fede, l’uscita dal gruppo, il tradimento delle convinzioni del clan e perciò è punita con la morte.
Il delitto d’onore dopo un adulterio e la vendetta invece sono eventi riparatori verso chi ha profanato tua moglie o fatto violenza al tuo clan, per riaffermare la potenza del clan.
Diceva anche che i cristiani possono pagare per mettersi sotto la protezione dei clan mussulmani. In questo caso non vengono perseguiti e anzi protetti.

Bhe, questa religione dell’islam io la conosco già sotto un altro nome. Se uno giura completa obbedienza verso il suo padrino. Se uno chiede il pizzo per offrire protezione. Se il tradimento della cosca è punito con la morte. Se lo sgarro chiede sempre e comunque vendetta. Se si uccidono i nemici o i traditori in modo rituale, chi tagliando la testa, chi tagliando la lingua.
Ecco questa cosa io la chiamo Camorra e in Italia è già ben radicata. Non voglio un’altra organizzazione mafiosa nel mio paese.

Ma come si fa ?!?

agosto 1, 2014 7 commenti

Le Ferrovie Nord Milano, dagli autoctoni di queste langhe, da sempre vengono chiamate ‘La Nord’. Se “te ciapet la Nord” arrivi giusto giusto in piazzale Cadorna quasi centro Milano. Ecco dopo anni di gigioneggiamento, tipo “interriamo la Nord sì”, “interriamo la Nord no”, aspetta adesso “costruiamo un cavalcavia”, anche se a cento metri “c’è già un sottopasso”, alla fine hanno deciso di lasciare la Nord dove è, spostare solo una decina di stazioni tanto per far qualcosa e … costruire il terzo binario. Il terzo binario …

Ecco per costruire il terzo binario  fra le case  e i palazzi di Milano e  comuni limitrofi espropriano un po’ di terreni vari e buttan giu’ pezzi di capannoni e fabbricati. Siccome un pezzo di capannone è pure quello dell’imprenditor Mokassino, sto vivendo con le antenne alzate. Anche perchè con sta storia dell’Expo 2015 sembra che tutto o buona parte debba essere fatto entro l’anno prossimo (ndr impossibile. Impossibile. Impossibile neanche se lavorano giorno e notte con ingegneri tedeschi e quell’impresa impresa taiwanese che costruisce un grattacielo in un mese).

Il 22 Luglio 2014 “la Nord” emette il progetto di massima del terzo binario, il 26 luglio pubblica il progetto sulla gazzetta, indicando i terreni da espropriare e la fascia di occupazione temporanea che poi viene restituita per poter eseguire i lavori. Gli interessati hanno tempo 30 giorni (fino al 22 Agosto) per fare le loro osservazioni.

Lasciamo perdere il fatto che io di gazzetta leggo solo quella dello sport, e la “gazzetta ufficiale” dove hanno pubblicato il progetto non so neanche se esiste e dove reperirla. Per fortuna un amico mi ha informato di questa cosa delle Nord, altrimenti io scendevo bello bello dal pero quando vedevo le ruspe che mi entravano in casa. Lasciamo perdere il fatto che questi fenomeni pubblicano le cose in agosto quando tutti vanno in ferie, cosicchè nessuno possa rompere i coglioni. Lasciamo perdere che sul progetto non sono indicati dati: misure definitive, distanze, tempi di realizzazione.

Mi sono informato un po’, ho sentito un archittetto e un legale e tutti mi hanno consigliato di scrivere una raccomandata chiedendo proprio quei dati: spazi e tempi un po’ piu’ precisi. Mi hanno consigliato di  esporre le mie considerazioni suo nuovo progetto del terzo binario e le difficoltà gestionali, produttive e logistiche a cui andrò  incontro le la ferrovia mi butta giù un quarto di capannone.

Mokassino e i suoi consulenti quindi mettono giù una bella Raccomandata AR indirizzata alla Regione Lombardia, Dipartimento  Infrastrutture e Trasporti, ufficio trasporti ferroviari, divisione Nord Milano,  progetto 3B.

Gli uffici della regione hanno un indirizzo che compare su tutti i siti e carta intestata del progetto.
L’indirizzo è il seguente: “Piazza Città di Lombardia 1, 20142, Milano”
Moka va in posta, chiede di spedire la raccomandata, e sapete quale è stata la affermazione del postino:
“Ma è sicuro? perchè sotto il cap 20142, ‘Piazza Città di Lombardia’ non esiste ….”

Minchia il dubbio mi assale Sono così pirla che ho sbagliato indirizzo o cap?. Faccio tre  telefonate, quardo su google maps: porca sozza l’indirizzo è corretto. Faccio vedere il cellulare al postino con in bella vista l’indirizzo e lui mi fa vedere i suo terminale: Piazza città di Varese, via Cesare Isotta, via Chiesa rossa … piazza città di Lombardia non c’è.

Soluzione dell’impiegato: ” Va beh. Io l’inoltro ugualmente, ma se poi la raccomandata non arriva non se la prenda con le poste….”

Ma porca eva. Sono l’unico pirla che scrive in regione?  Ma quanta posta arriverà ai palazzi della regione? Ma porca puttana possibile che le poste non inseriscano nei loro database gli indirizzi piu’ utilizzati. Non voglio pensare che le poste non abbiano una database centrale e centralizzato e che i dati dell’ufficio postale dei mio paesiello siano ancora quelli del 1970.

Ma come si fa ?!?

Andiamo in vacanza che è meglio va !

Rivoltare Voltaire

giugno 6, 2014 13 commenti

Ultimamente la mia democraticità sta facendo acqua da tutte le parti.
La nota frasetta di Voltaire ” Non condivido alcuna delle tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinchè tu possa esprimere la tua idea” la trovo così ipocrita, che mi vergogno solo a pensarla. La trovo del tutto inopportuna. Se reputo che stai dicendo un mare di cazzate, so già che mentre tu parli io sbuffo, alzo gli occhi al cielo e faccio le facce. Non mi viene in mente di battermi fino alla morte perchè tu possa dire sto esercito di minchiate che stai dicendo.

La frasetta di Voltaire va bene per chi è indeciso. “Ok sono indeciso, sentiamo la tua campana, magari mi piace, magari no. Poi sentiamo anche la campana di Ciccio che potrebbe suonare meglio della tua.”
Ma se io so già che la mia campana ha il suono piu’ cristallino dell’universo e la campana di Ciccio invece raglia e latra alla luna, caro il mio Ciccio, zitto e schiacciato.

Quindi la frasetta di Monsieur Mokassaire è  “Non condivido alcuna delle tue idee e quindi mi batterò fino alla morte (TUA) affinchè la tua idea sparisca al piu’ presto dalla faccia della terra.” Sono favorevole alla biodiversità e all’ideadiversità, ma penso che il diritto a credere superiore la mia identità culturale e il diritto a fare proselitismo batte il dovere di aver rispetto delle tue idee.

Forse ho detto un sacco di stupidate, ma, nel caso non condividiate questa mia idea, fate comunque  il piacere di battervi perchè io la possa esprimere. Voi che siete anime belle.

Maroon-ripper: to be or not to be, that is the question.

marzo 15, 2014 8 commenti

E’ cambiata l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti in paese. Abitudini consolidate nel tempo vengono stravolte. Il lunedì dovevi metter fuori il secco e il venerdì la plastica. Adesso la plastica è al lunedì e il secco il mercoledì. Il tetrapak andava con la plastica, adesso il bric del latte va con la carta. Il ferro che prima era da solo di mercoledì, adesso va fisicamente insieme alla plastica il venerdì.

Insomma un bordello: tant’è che martedì scorso uscito alla mattina come al solito rincoglionito e di  corsa per accompagnare puccettina (la figlia bionda) a scuola, ho visto che il mio vicino precisino, metteva fuori l’umido.

Allora anche il Moka preso dalla frenesia della nuova gestione monnezza, rientrava di corsa a prendere il cestellino marrone dell’umido, mentre puccettina sbraitava che saremmo arrivati in ritardo a scuola.

Purtroppo il vicino precisino Dinkleberg aveva preso un granchio, perchè la raccolta dell’umido è al venerdì. Mrs Moka, martedì, si è presa la reprimenda del vigile urbano che citofonava a casa deplorando il fatto che la suddetta Mrs Moka oltraggiava il decoro pubblico, esponendo spazzatura nel giorno non corretto e che gli avvisi del comune erano da leggersi con attenzione. Mrs Moka profondendosi in scuse, provvedeva immediatamente al ritiro dentro le mura di casa del suddetto oltraggio.

[…in questo paragrafo Mrs Moka trasmetteva il messaggio del vigile a Mr Moka… ma questo blog è contro la violenza domestica fisica e verbale e quindi censura un linguaggio non adatto ad un pubblico facilmente impressionabile]

Il condominio in piazza del paese ha fatto lo stesso: ha esposto l’umido il martedì anche se la raccolta è stata spostata il venerdì. Tuttavia il condominio non ha ritirato i bidoni ma ha lasciato in strada per tre giorni la suddetta monnezza. Al che Miss Moka per due giorni di seguito passando per la piazza ha invitato il vigile che per un paio d’ore al giorno soggiorna lì a ‘deplorare il comportamento del condominio’ e provvedere affinchè la questione del ‘decoro
pubblico’ fosse riferita anche all’amministratore del condominio stesso.

Ne sorgeva un battibecco fra nostra eroina del pulito Mrs Moka, e l’arcigno vigile urbano che praticamente invitava l’eroina a non rompere i cogl, interferire col suo lavoro.

A pranzo oggi Mrs Moka raccontava la storia del vigile. Al che improvvidamente al Moka sono uscite di bocca le seguenti parole: “Ma sei proprio una gran bella cagacazzi …, vuoi far prendere la multa al condominio?”.
Ovviamente questa frase priverà il Moka delle grazie di Mrs Moka per minimo un paio di settimane, ma ha innescato tutto un dibattito su:  perchè ci sono due pesi e due misure da parte dell’autorità?. I cittadini devono far comunella contro l’autorità o invece devono essere a fianco dell’autorità a segnalare le malefatte degli altri cittadini?. Vogliamo vivere in città come Zurich o come Napoli? Dobbiamo essere cagacazzi per volere un mondo migliore o essere tolleranti e comprensivi con le debolezze altrui? L’inciviltà e la maleducazione quanto deve essere tollerata e in che modo combattuta? Quando una persona è stupida bisogna dirglielo che è stupida o girarci intorno? Ecco a questa domanda ho la risposta. Sono sicuro di aver capito che Miss Moka pensa che quando uno è stupido bisogna dirglielo chiaramente…

Nel segreto di Google, Zio Sam ti vede, Stalin no.

ottobre 25, 2013 8 commenti

ATTENZIONE –> La NSA sa che stai leggendo questo post <–ENOIZNETTA

Sembra che Obama stia guardando dal buco della serratura un po’ tutta Europa. Prima sono apparse indiscrezioni relative ad attività di spionaggio contro la Germania. In questi giorni documenti ufficiali attestano che sono sotto controllo 3 milioni di comunicazioni francesi al giorno. Malgrado quello che dice Letta, se tanto mi da tanto, anche le comunicazioni in Italia sono setacciate. Che tipo di pepite finiscano nel setaccio, non è dato a sapere al grande pubblico. Cionondimeno sono enormemente infastidito che qualcuno attenti alla mia privacy.

Magari vado a trans, mi tiro di coca, e colleziono svastiche. Magari organizzo orge gay, faccio messe sataniche e mi nutro solo di sangue umano ed erbalife. Mi darebbe fastidio far sapere in giro che sono un guardone di  Peppa Pig. Ci sono cose che è meglio tenere riservate.

Quindi mi spiace caro amico a stelle e strisce, ma la mia libertà non avrai. Il paese è troppo piccolo per noi due.
Il nemico però è cazzuto e è quantomeno avanti almeno dal punto di vista tecnologico, l’unico sistema per batterlo (cfr il giappo Sun Tzu) è di confonderlo. Cioè se ogni blogger in Italia un certo giorno fa suonare l’allarme a Fort Meade, quelli di Quantico vanno fuori di testa.

Quindi la mia proposta per la notte di Halloween è di scrivere un post infilandoci parole che scottano: che ne so roba tipo Abu Nidal, Israele, bomba sporca, Iran, torri gemelle, boeing, Osama vive, vivo o morto, Ambasciatore, Merkel culona, Ku kux klan, ebola, metropolitana, attentato, sensibile, sticazzi, Echelon, Prism, Snowden, Politburo, Ghedafi, Balotelli, la cina è vicina, Al quaeda, Equitalia, Mokassino.

Ecco il cyberwar si combatte con l’inganno e con lo stravolgimento di tutte le statistiche.
“Mi piace Marco Carta”

L’importanza di chiamarsi Ernesto Sparalesto. Post v.m. 18

settembre 23, 2013 9 commenti

Sono uno a cui piace dare un nome alle cose.
Sarà una fissa ma se gli spaghetti zucchine e melanzane, li chiami spaghetti di Nonna Papera mi sembrano piu’ buoni, piu’ salutari, piu’ saporiti, piu’ familiari.
Ecco perchè i soprannomi abbondano in casa Moka. I soprannomi seguono le mode, l’età, il tempo e anche l’umore di chi si sveglia contento o incazzato la mattina, ma fanno della famiglia un ambiente esoterico con una nomenclatura e
un linguaggio comprensibile e intuibile solo per gli adepti inseriti nel cerchio magico del parentado.

Un posto prestigioso all’interno di questo vocabolario particolare è occupato da lui, il migliore amico del Moka, il gioiello che ogni maschio etero si vanta di possedere, lui, Mr Bean. Devo dire (e credo sia una cosa abbastanza comune nell’universo maschile) che Mr Bean ha una sua propria personalità, un suo carattere, un suo modo d’essere con cui bisogna relazionarsi e fare i conti. E’ vero che il maschio ha due cervelli e non si è dato a sapere quale dei due sia il piu’ sviluppato e influente sul sistema simpatico. Io il mio rapporto con Mr Bean lo vivo come i gemelli siamesi vivono il loro rapporto:
avete presente quelli con un unico corpo e due teste e ognuna delle teste quando parla dice la sua e litiga con l’altra perchè vuole fare una cosa che l’altra non vuole fare e viceversa. Ecco per il Moka Mr Bean non è come l’alluce del piede, è una parte speciale, dotata di propria vita, propri valori e una predisposizione alla ricerca della felicità che puo’ essere presa ad esempio per spiegare la costituzione americana.
Io un giorno metterò un braccio intorno alle s-palle di Mr Bean e ce ne andremo come due amici a bere una birra al bar raccontandoci robe da uomini.

Mi son lasciato prendere, sto divagando, torniamo a noi. Il post è centrato sul perchè bisogna usare dei nomignoli per le persone a te piu’ care.

Lui, il “malloppo” è stato di volta in volta appellato in base agli interessi che il Moka ha avuto durante la sua piatta vita.
Per esempio quando il Moka suonava le tastiere e si dava all’hard rock, suonava un organo Viscount. Quindi anche l’hard organ del Moka aveva preso nome di Visconte.
Al Politecnico di Milano abbondava la matematica quanto mancava la gnocca e il batacchio con notevole introspezione filosofica era diventato il “limite notevole”, che di volta in volta tendeva all’infinito, o al seno di alfa, era tangente alle curve di secondo e terzo grado aveva sempre a che fare con strani teoremi sui triangolini, sui pigreca mezzi e sulle funzioni
alternative ripetitive.
Crescendo il Moka fu arruolato nella Brigata Alpina Cadore, e anche la salamandra fu soprannominata “Sten” da come i sottotenenti scattavano sull’attenti quando vedevano passare qualche ufficiale stellato.

Il Moka ebbe anche una parentesi politica in Comune. Ma mentre lui militava nelle file del centrodestra, portava il ‘fastidio’ a sinistra e quindi per un periodo di tempo il cannolo fu denominato ‘Il cattocomunista’.

Ma veniamo ai giorni nostri. Oramai il nostro ha perso quell’irruenza da supergiovane, e nell’era tecnologica dell’i-Phone dell’i-Pad dell’i-Pod il gingillo è denominato i-Pis. Tuttavia la diatriba Apple-Samsung continua anche in camera da letto perchè è decisamente usato anche il soprannome “Android”. con relativa nomenclatura tecnica (scaricare le applets, installare ubuntu, montare la root, avere il permesso di amministratore, inserire la pendrive, gestire la porta usb 1 2 e 3 a velocità progressiva, attivare il boot sector dell’harddisk, procedere con uno scandisk e robe del genere che per pudore non nomino)

In realtà questo post dedicato per Miss Moka e a tutte le donne che talvolta sembrano dimenticare che Mr Bean ha una sensibilità tutta sua. Siccome Mr e Ms Moka da quando sono legalmente uniti nel vincolo del matrimonio dormono come mamma li ha fatti, sarebbe bello che, risvegliandosi insieme, celebrando Moka il rito mattutino dell’alzabandiera, Miss Moka si ricordi di salutare, stringere la mano, e dare una carezza a Mr Bean. Senza velleità di attaccare battaglia, ma solo così, un gesto di gentilezza e premura che mette tutti di buon umore.

Tutto questo prima che Mr Bean cambi di nuovo il nuovo nome in “La torre di Pisa che pende, che pende, e che mai viene giu'” (ma anche sì).