Piove governo ladro

Quando l’acqua ti entra in casa e sporca e infanga tutto alimenta quella sensazione di pericolo che non puoi controllare.
La casa è il luogo in cui viviamo con le persone che amiamo, dove costudiamo i nostri oggetti personali. L’acqua entra e profana tutto, proprio in quel luogo da sempre ritenuto sicuro e inviolabile, casa tua, il tuo spazio vitale.

E’ una esperienza molto simile a un furto in abitazione. Quando entri in casa e vedi tutto a soqquadro, ti crolla la sicurezza. La tua intimità ne risulta violata. I tuoi ricordi, la tua storia, il tuo passato in un attimo è sparito.

Rimani impotente e ferito. Irritato per cose che si potevano fare, pulire il letto fiumi o mettere le inferriate alle finestre. Ti assale il senso di colpa, diventi pauroso e sospettoso, incerto su cosa puo’ succederti domani.
Riesco a capire lo sgomento degli alluvionati di Genova. Anch’io ho subito un furto in casa recentemente e le sensazioni di rabbia e impotenza sono difficili da digerire.

Inoltre ti senti abbandonato: la tua sicurezza non sembra essere a cuore a nessuno. La protezione civile non avvisa dell’arrivo di forti precipitazioni. I tecnici del comune non fanno i lavori di sistemazione idraulica dei fiumi. Capitata la tragedia nessuno viene ad aiutarti e a capire come stai. Tutto è lasciato al volontariato e alla solidarietà della comunità civile.

In seguito al furto, abbiamo chiamato i carabinieri. “Qualcuno si è fatto male, o vi sono state sottratte armi?” ci hanno chiesto. “Se non è successo niente allora venga domani a fare denuncia in commissariato”. Non una domanda su come han fatto i ladri ad entrare in casa  o su che cosa han sottratto. Non una domanda se c’erano in casa anziani o bambini, se qualcuno si è spaventato.

Raccontando il fatto ad amici e conoscenti traspare proprio il senso di rassegnazione di fronte a tali eventi. La cosa strana non è che mi sono entrati in casa. La cosa strana per tutti è che, in da 15 anni che abito in questa villetta, e non ho mai avuto visite. Tutti quelli con cui ho parlato, tutti nessuno escluso, hanno negli anni subito almeno un furto in casa.

Non voglio vivere in una città dove devo preoccuparmi di uscir di casa per andare a fare la spesa, o dove non posso lasciare i ragazzi soli in casa la sera.

Quindi per completare lo sfogo volevo ringraziare un po’di persone: Il sindaco di Genova col suo ufficio tecnico per essersi impegnato così a fondo nel risolvere i problemi ambientali della città. Il Sindaco di Milano e i suoi mediatori culturali per essersi impegnato così a fondo nell’aiuto a quelle comunità che poi vengono a rubare in casa mia.
Volevo ringraziare le forze dell’ordine. Abbiamo aperto una nuova caserma sul territorio per fronteggiare la criminalità quattro anni fa. L’unica cosa che hanno saputo dirmi è: “son cose che capitano”. Naturalmente per stendere una pagina verbale ci abbiamo messo 1 ora e 40 minuti, e sul verbale possiamo trovare le seguenti chicche: “ignoti malintenzionati”, “efrazione” con una effe, “socquadro” col cq, “catenina con su scritto Valeria”, esattamente come io l’ho detta, “con su scritto…”.
Volevo ringraziare anche tutti i dispensatori di consigli sulla sicurezza: “ma non c’hai il sistema d’allarme quello wireless d’ultima generazione antidisturbo antiondegamma?”. “Ma devi fare il sistema che quando esci di casa in automatico ti chude tutte le tapparelle e accende il radar collegato con l’esercito”. “Ma devi fare collegare il sistema con la centrale di
vigilanza privata che loro sì che intervengono con i visori notturni e i mitragliatori teaser”.
E soprattutto, poichè non puo’ mai mancare, voglio ringraziare il TAR del Lazio. Che dove ci son casini c’è di mezzo la giustizia. Le gare d’appalto erano fatte alla cazzo? Le aziende han fatto ricorso e i lavori a Genova sono stati bloccati? Cazzoni gli amministratori che han redatto i bandi , ma cazzoni anche i giudici che mai decidono, e ricorso dopo ricorso le cose si perdono e non si riesce a combinare mai niente.

In definitiva, come sempre “piove, governo ladro”

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