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Archive for maggio 2013

E’ la musica ribelle che ti vibra sottopelle

maggio 30, 2013 16 commenti

Finardi è uno di quei cantautori che non riesco proprio ad ascoltare. Uno stracciamaroni all’ennesima. Poi mi tira fuori un pezzo come ‘Vil Coyote’. Già il  cartone animato è il mio preferito, musica e testo sono simpy, ergo non cancello Finardi dal mio database personale.
Anche il concetto di  ‘musica ribelle’ è un concetto interessante.

Elly la secondogenita (ed ultima! di casa Moka) e domani ha il saggio di musica di fine anno. Quest’anno nella top ten c’è  ‘Il lago dei cigni’. Bella bellissima melodia. Ma se tu metti un aerofono di bachelite, cioè un cazzo di flauto di plastica, in mano ad ognuno di una classe di 25 dementi e gli dici di fare il fa# alto sul flauto, cosa pensi che esca da quei polmoncini così promettenti?
Tuttavia Elly che è una tignosa degna figlia di suo padre, è tutta sera che fa la scaletta  ascendente e prima arriva al re alto, facile, poi al mi alto, stonato ma udibile, e poi quel maledetto fa# alto. Ti entra come il fischio della pentola a pressione tra l’incudine e il martelletto dell’orecchio, che i peli sul coppino si rizzano rabbrividendo.

Non so se a voi succede ma per colpa delle scie chimiche mi stanno venendo sempre piu’ spesso istinti omicidi, e il livello di tolleranza mi si abbassa molto piu’ velocemente che in passato. Ho detto con tono gentile e paterno a Elly di smettere di fare quella nota  che oggigiorno la tortura sugli animali è vietata e se proprio il cigno deve morire che muoia sto maledetto cigno di una morte rapida e indolore.
Avro’ stroncato una carriera?

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Adultità 2

maggio 17, 2013 12 commenti

Quarto comandamento:”Onora il padre e la madre”. Ma subito dopo fai a pezzi quel bigotto di tuo padre e fatti aiutare da quella milf di tua madre.

Nella cultura greca che poi è alla base della nostra civiltà questa storia è ribadita piu’ e piu’ volte: Urano dio del cielo giaceva ogni notte con Gaia dea della terra. Fu così che ebbero origine le primi stirpi divine. Urano però non era contento dell’aspetto dei suoi figli e  man mano che nascevano  li rigettava nelle viscere della terra. Gaia però soffriva a vedere i suoi figli distrutti e costruì così un falcetto con cui Crono, l’ultimo nato, evirò il padre Urano e ne prese il posto. A sua volta Crono prese a divorare i suoi figli per evitare di poter essere detronizzato, ma Rea, sua moglie, nascose e salvò Zeus che alla fine scacciò Crono e ne prese il posto.
Questi miti e comportamenti sono alla base del nostro essere occidentali: I figli per farsi la propria vita devono “uccidere” (metaforicamente) i propri genitori. I genitori non possono trasferire le proprie aspirazioni sui figli: Dedalo il grande artigiano, costruisce un paio di ali con cui fuggire dal labirinto. Ma non puo’ trasferire le sue competenze e le sue esperienze al figlio.  Il figlio ha i suoi desideri, e quello di avvicinarsi sempre di piu’ al sole gli è fatale. Dio chiede ad Abramo la vita del figlio Isacco. Dio ha altri progetti per Isacco, e Abramo pur avendo desiderato così tanto un figlio, non puo’ fare altro  che portarlo sul monte per offrirlo al volere di Dio. Anche durante l’ultimo atto con cui Abramo rivendica il diritto di vita e di morte sul figlio, Dio interviene e gli ferma il braccio. Dio ha altri progetti per Isacco. Lo stesso per Edipo: anche involontariamente, alla fine uccide il padre e ne prende il posto.

Insomma la natura ha creato genitori e figli perchè la vita, i valori, i desideri e i sogni, si rinnovassero e nuovi esseri cercassero di rompere gli schemi e le convenzioni consolidate al fine di ricercare una adattamento migliore della specie al mondo circostante.

Tutta questa pappardella perchè facendo riferimento all’ultimo post, in cui mi sento ancora un gran bel giovanottone, mi chiedo se io ho ucciso metaforicamente mio padre, e se devo prepararmi ad un assalto con la motosega da parte della prole.

Sono del ’68. Quelli della mia generazione hanno vissuto la giovinezza negli anni 80/90. Un periodo senza guerre, dettate da una crescita economica e di valori incredibile. La distruzione delle dittature, l’affermarsi della democrazia in tuttoil mondo, le grandi marce per i diritti, il pacifismo, il multiculturalismo, l’abolizione dell’apartheid, la rivoluzione sessuale, la  affermazione dei diritti dell’uomo e del bambino, la libertà religiosa e di pensiero.

Abbiamo però, per dirla tutta, vissuto di rendita: senza mai combattere vere battaglie ma accodandoci alle battaglie che hanno intrapreso i giovani nati qualche decennio prima.
Siamo adulti che nello spirito si sentono appena usciti dalla adolescenza. Siamo adulti che non si rendono conto che prima o poi dobbiamo abbandonare il bozzolo. Nella bambagia siamo cresciuti e stare nel bozzolo è bello. Non capiamo come mai oggi con la crisi che c’è il bozzolo non puo’ piu’ essere il rifugio dove per anni ci siamo parcheggiati perchè anche a noi faceva comodo un mondo che ci dava molto e ci chiedeva poco. Siamo una generazione a a cui fondamentalmente è stato concesso tutto. I nostri genitori hanno fatto sacrifici per farci studiare e non ci hanno mai fatto mancare niente.
Oggi ci troviamo a dover rompere col modello costruito dai nostri padri. Quel modello di società che per anni abbiamo sostenuto perchè ci faceva un gran comodo. La crisi sta diventando veramente incombente e quel modello non è piu’ valido. Dobbiamo cambiare ma adesso la nostra generazione è al guado: troppo giovane per combattere dell’interno quella casta di politici, istituzioni e sistemi ultrasettantenni che detengono ancora il potere. Troppo anziana per far parte di  una forza vitale dirompente composta di giovani ventenni.

Siamo una generazione che non ha ucciso i propri padri perchè i nostri padri ci hanno viziato. Ci hanno dato una casa, una macchina,e vestiti puliti dalla lavatrice della mamma. E noi abbiamo capito che tutto ci è dovuto. La società ci deve dare un lavoro o meglio uno stipendio preferibilmente senza far fatica.
Siamo una generazioni di ignavi che sanno che i nostri padri sono infinitamente migliori di noi.
I nostri figli ce lo diranno prima o poi che siamo stati deboli. Ci diranno che siamo stati persone che non si sono mai presa la propria responsabilità per cambiare il mondo e ci disprezzeranno per questo.

In quel momento sono sicuro che Miss Moka starà dalla parte di Rango.

Adultità

maggio 13, 2013 3 commenti

Sabato, insieme a tutta la truppa, sono andato a prendere Rango fuori da scuola, per poi sgommare via da Milano. Eravamo in macchina quando ho visto uscire quelli di 5a liceo. Sorrisone,  e girandomi verso miss Moka la domanda è stata: ” Ma io, sono piu’ vecchio di loro?”. Miss Moka e la giovane Ally mi hanno guardato di sottecchi. E quasi all’unisono hanno ribattuto “Moka, tu sei un matusa”.

Azz io non mi sento vecchio. Io mi sento che potrei mettere in spalla lo zainetto e tornare a sedermi su un banco di scuola senza problemi. Io mi sento che potrei tornare in classe a fare gli scherzi ad Aristide, quello piu’ tordo. Potrei tornare a sbavare per Laura, la piu’ carina. Potrei tornare a cercare di copiare la versione di greco da Paola e subito dopo a cercare di passarle la soluzione dell’equazione bastarda.

Non ho il complesso di Peter Pan, ma non ho neanche il complesso del ‘cumenda’ con la macchina bella, la giaccacravatta, il ristorantino chic e il vino da degustare . Io, il lambrusco lo bevo insieme al panino col salame.  D’altra parte no ho neanche un tatuaggio, non uso facebuk, e preferisco telefonare che smsaggiare.

Ma a che livello sono nel videogioco della vita?