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Archive for ottobre 2012

Bratwurst e sanità

ottobre 27, 2012 9 commenti

Sono stato di nuovo in Germania, e in generale non mi fa poi una così grande impressione.
Non capisco come possa avere un’economia così florida, e come noi siamo messi così male.
Ci avevo già pensato in fiera, quando mi ero detto che anche il bratwurst in Germania è buono,
mentre se mangio i wuster Aia in Italia mi vengon su anche dopo una settimana.

Sull’aereo del ritorno, avevo di fianco una bella ragazza e ‘ho taccato bottone’.
Io sono di Milano, lei no e siamo andati a parlare di politica, del Formigoni e di come sian messi, e ho capito finalmente un pezzo di problema.
Lei si lamentava che nella sua regione avevano messo il ticket sulla sanità e adesso anche per un semplice esame del sangue doveva pagare il ticket. E mi ha detto che aveva prenotato altri 5 esami perchè col costo di un ticket si potevano prenotare un tot di esami. Praticamente stava facendo l’esame del sangue che le interessava, ma anche altri 5 esami che non le interessavano affatto, solo perchè compresi nel costo. Io le ho fatto notare che così intasava gli ospedali e che magari qualcuno che aveva effettivamente bisogno degli esami non poteva farli urgentemente perchè lei li stava facendo pur non avendone bisogno.
Mi ha risposto che lei pagava il servizio dello stato e pretendeva che lo stato le desse il servizio.

Io in linea di principio sono d’accordo, a massimizzare l’utilità di una spesa. Il concetto è che se io ottimizzo la mia spesa nei confronti dello stato e diciamo per 10 euro ottengo 10 prestazioni invece che 1, ho un guadagno netto di 9 prestazioni gratis.
Se però 60 milioni di Italiani fanno lo stesso ragionamento, lo stato deve erogare 600 milioni prestazioni invece che 60 milioni di prestazioni. Di queste 600 milioni di prestazioni, 540 milioni sono praticamente inutili.
Quindi l’utile netto della signorina compagna di viaggio, non è di 9 prestazioni gratis, ma 539999991 prestazioni da pagare inutilmente.

Un mio dipendente sfutta la legge 104. Ha la madre malata che fa curare dalla badante rumena, ma prende sempre 3 venerdì al mese per fare il weekend lungo in montagna. E’ lui stesso che l’ha detto e se ne vanta pure. Sono andato dalla Asl che ha rilasciato i certificati, sono andato dai sindacati. Tutti dicono che è un diritto di legge e puo’ farlo. L’anticipo con cui mi informa sulle date in cui vorrebbe usufruire della legge, è sufficiente perchè la ditta si possa organizzare. Quindi a nessuno importa niente di questi casi di parassitismo.

Sto estremizzando il problema, ma forse non capiamo che lo stato siamo ancora noi e che cercare di inculare sempre lo stato, forse prima o poi ci tornerà indietro come un boomerang (cit).

Darwin e Moka

ottobre 13, 2012 11 commenti

A casa mia vige la dura legge dell’adattamento e della sopravvivenza.
Se ti adatti sopravvivi se no soccombi.
Questo vale per tutto e per tutti. Prendiamo per esempio il divano della sala:
‘Rango’ e ‘Elly’ i rampolli di casa Moka lo usano ad oggi come ‘tatami’ dove mettere in atto le varie mosse: la ‘scissor kick’ il ‘dragon fly’ il ‘dropsault’ e altre mosse di sumo. Parlo di sumo perchè a mio parere prima dei combattimenti fanno riti propiziatori tipo il lancio del sale o dei coriandolini di carta. Dietro ai cuscini del divano vive un mondo tutto suo su cui non commentiamo oltre.
Comunque, il divano versione 1.0, aveva i cuscini smontabili ed era bianco. Come eravamo teneri ed ingenui io e Miss Moka quando ci siamo sposati….
Il divano versione 2.0 era monoblocco. Non si poteva smontare niente, ma quelle gambette di legno attaccate con quei bulloncini del sei…  Che simpatico.
Il divano 3.0 era monoblocco, marrone scuro e con struttura in ferro. Ma aveva le cerniere e le cuciture tra un cuscino e l’altro. Ottimo, ma trascurato nei particolari.
Ieri è arrivato il divano 4.0. Bello, quadrato, massiccio, aggressivo al punto giusto. Monoblocco, marrone scuro, rigido, con cerniere protette e rinforzate. Antivandalo, antiaggressione, antistupro.
Sto studiando  l’aggiornamento 4.1 con spray al peperoncino da spruzzare ogni ora o con sensore di movimento al passaggio di esseri viventi sotto il metro e sessanta, modello Oust automatic spray air freshener.
Questo qui ha una speranza di vita molto maggiore degli altri.  E mi sempra un tipo che vende cara la pellaccia. Se passa il rodaggio, ce la puo’ fare.

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Piccantissima

ottobre 7, 2012 15 commenti

Quando miss Moka mi ha detto: “stasera ti porto in in un posto che sono sicura ti piacerà” dandomi in mano il volantino qui sotto, mi ha preso uno sciopone. Non ci credo, cos’è successo?. Miss Moka è stata folgorata sulla via di Damasco, mi porta al MiSex.
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M’ero già tutto ringalluzzito, facendo apparire sul viso un mega-sorrisone a 32 denti quando Miss Moka, visto il guizzo ferino nei miei occhi, ha subito precisato: “E’ la festa del peperoncino”.
Non è che il peperoncino non mi piace, il peperoncino mi piace, ma mi ero già fatto un trip con un altro tipo di piccanteria e la cosa non mi dispiaceva affatto. Va bè.

Ci siamo andati e la roba da mangiare non era affatto male, o almeno aveva dentro tanto di quel peperoncino che con la lingua impanata tutto sembrava abbastanza buono.  C’era anche una tribute band dei Queen che forse non ha capito bene dove eravamo. Alla festa del peperoncino dove il target medio del pubblico era zi ‘ntoniu, non puoi partire rocchettaro con “Tie your mother down” and “Keep yourself alive”, e pretendere che la gente venga sotto il palco a battere le mani e strapparsi i capelli. Devi andare con i classiconi, anche rock, ma che la gente conosce.
Persino Rango il delfino di casa Moka, si è voltato e mi ha detto “ma ti piace sta roba?”. “Sì Rango” gli ho risposto, il pezzo parla di legare tua madre alla sedia che non rompa i maroni e uscire con gli amici e la fidanzata. “Ah” ha detto Rango, “allora se ne puo’ parlare”. “Sì ma ricorda che c’è sempre tuo padre pronto sulla porta di casa con un bel randello nodoso il mano”.

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