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Archive for luglio 2012

Organigramma

luglio 26, 2012 3 commenti

Oggi mi son reso conto che il modello gestione aziendale ‘come se fosse una grande famiglia’ é superato.
Da settembre parte un rigoroso modello gerarchico-funzionale:
La nuova mission aziendale sarà:

“Io sono il capo, tu devi funzionare !”.

Categorie:Diritti e doveri

Lonely boy

luglio 23, 2012 14 commenti

Come ogni middle-class family anni 70 che si rispetti,  di questo periodo il saggio  Moka spedisce Miss Moka, e i rampolli Rango e Elly al mare adducendo motivazioni climatiche tipo a Milano fa caldo, c’è la nebbia, c’è il buco nell’ozono e che quindi per la salute dei figli e l’abbronzatura sexy della moglie è meglio che la parte improduttiva della famiglia vada fuori dai maroni.

Moka rimane a casa da solo per quelle due/tre settimanelle che sono poi il suo periodo di ferie dove la parola d’ordine è:  “finalmente posso fare i cazzi miei”.  Quindi cazzeggia, va fuori con gli amici dell’università che non vedeva da 15 anni, suona, gioca a basket, va al concerto di Elio e le storie tese, va persino a correre per rimettersi in forma.  Scatta quel meccanismo di  ritorno allo stato naturale dell’uomo libero sano buono e felice alla Rousseau, mischiato con impenitente maschio single,  unito al vecchio rincoglionito che se esce tre sere di fila, il quarto giorno dorme in ufficio, e tutto condito con un alimentazione a dir poco fantasiosa.

Ecco spendiamo due parole sul cibo. I primi giorni, seguendo la ferrea regola   “finalmente posso fare i cazzi miei” scatta il meccanismo  ” adesso mi faccio le robe che mi piacciono e che la sfaticata Miss Moka non mi prepara mai”.  E’ il momento del “Cara miss Moka, risentito con te perchè fai sempre gli spaghetti rossi, adesso ti faccio vedere come una mogliettina devota dovrebbe nutrire il suo uomo”.  Quindi si parte con roba tipo tortino al ripeno di funghi e formaggio, o pasta alla norma con melanzane fritte.  Dopo aver devastato la cucina e stato due ore davanti ai fornelli con l’aria condizionata a palla per tenere in casa una temperatura umana, ecco che scatta la comprensione che dopo tutto gli spaghetti al sugo non sono così male. Ma certo mangiare spaghetti anche durante questo periodo di grazia, non esiste. Scatta quindi la fase due: la trattoria del paese fa delle cose che tu non hai mai assaggiato e che forse varrebbe la pena assaggiare. Ma anche la fase ristorante passa in fretta.  A casa tua ti puoi svaccare in tranquillità, mentre al ristorante devi mantenere un minimo di  contegno. Poi mangiar da solo mi stufa.  Quindi scatta la fase tre quella salutista: mangiare poco e spesso, insalatina e pomodori a gogò che fan bene alla prova costume, corsetta e piscina. Niente pane, che non ho voglia di andare dal prestinaio a prenderlo.  Dieta rigorosa, calorie controllate, acqua liscia. La fase tre finisce quando in debito di calorie incominci ad aver freddo con 40 gradi all’ombra e mentre corri al parco vedi miraggi di cinghiali.
Scatta la fase compulsiva, per cui ti fai due spaghi aglio olio e peproncino a mezzanotte. Fai l’happy hour alle sei di sera, alle otto mangi una pizza e alle dieci vai a prenderti un kebab con gli amici. Fai merenda con i biscotti portati dalla zia Carolina a Natale che nessuno ha avuto il coraggio di aprire e li mandi giu’ innaffiandoli di birra per non sentire il sapore.
Poi adducendo motivazioni economiche, la crisi incombente e la salvaguardia del pianeta, incominci a portare a casa la schiscetta per la sera dopo il barbecue con gli amici del mezzogiorno.
Un bel giorno apri il frigo e ti accorgi che è rimasto solo il burro, i dadi vegetali, e qualche salsa strana assaggiata e abbandonata al suo destino in tempi di cui non è dato a sapere.  Quindi realizzi che forse devi andare a fare la spesa. Resisti ancora un giorno dandoti ai fagioli in scatola e alle scatolette di tonno.
Domani vado all’Esse Lunga.

Categorie:Slice of life